da qualche anno, il pigneto è una zona di roma molto cool. tutte le persone rigidamente alternative vanno al pigneto a mangiare, a bere, a fare vita di quartiere anche se magari abitano alla bufalotta.
io ci ho fatto il servizio civile nel 2003, e all'epoca era semplicemente un grazioso quartiere popolare in piena bolla edilizia, con kebbabaro decisamente sopra la media e vinaio che trasuda punkettini sedicenni. al limite anche divertente ma non mi capacitavo di capire dove fosse tutta 'sta vita. una sera, con la testu-testu-testugggiona, all'epoca ancora residente all'interno del GRA, ci abbiamo anche provato. fatte tre vasche su via del pigneto con i cespugli rotolanti del deserto americano, ci siamo guardate e abbiamo ripiegato su san lorenzo.
la vita notturna di pigneto è rimasta una leggenda metropolitana, insieme ai coccodrilli e alle ninja turtles nelle fogne.
poi stasera, dopo aver seriamente valutato se andare a vedere moltheni e i tre allegri ragazzi morti al circolo degli artisti (sono in piena fase riflusso indie italiano, compatitemi...), ho optato, insieme al mio accompagnatore mascherato, di andare a sentire la presentazione di "manituana" che due a caso dei wu ming facevano in una piccola, misteriosa e decadente libreriola di pigneto (oltre a quella ufficiale che hanno fatto oggi pomeriggio da mel). seguiranno alcune considerazioni sparse:
- l'accompagnatore mascherato me lo sono perso, ma in compenso ho beccato altre due persone che conoscevo (e questo alimenta la teoria di leopardi, che ho sposato immendiatamente, che sosteneva che roma è una piccola recanati...)
- vedere i wu ming è come conoscere la befana. ho dovuto abortire alcuni momenti di groupietudine che stavano per venire su...wu ming uno ha delle assurde basette ed è il sosia di pelodia, e questa cosa mi ha inquietato non poco.
-uno dei cinque è napoletano, e anche questa cosa ha avuto un effetto straniante
- si sono toccati i più svariati argomenti, loro sono tranquillamente andati al di là delle solite cose che vengono fuori quando si parla del loro lavoro ("perchè un collettivo?- perchè la scelta dell'anonimato?") e hanno cercato di essere a 360 gradi, parlando anche di cose non propriamente attinenti a "manituana"
- ho esperito che c'è vita al pigneto, ma più su, verso acqua bullicante...anche se i locali in buona parte sono i tipici wine bar tutti alluminio e vetro con prosciutto bene in vista sul bancone, da amanti del cabernet.
- mi manca l'angelo mai
-il 25 aprile si replica a felina, e così avrò l'album completo delle figu dei wu ming (sore, alle volte ti dovrebbero dare il pulitzer per i messaggi che mandi...)
- la ciliegina sulla torta è stata la spilletta con l'effige di mao che ora campeggia sulla mia borsa viola (e che sia di buon auspicio, come sostiene il maestro liu...)
io ci ho fatto il servizio civile nel 2003, e all'epoca era semplicemente un grazioso quartiere popolare in piena bolla edilizia, con kebbabaro decisamente sopra la media e vinaio che trasuda punkettini sedicenni. al limite anche divertente ma non mi capacitavo di capire dove fosse tutta 'sta vita. una sera, con la testu-testu-testugggiona, all'epoca ancora residente all'interno del GRA, ci abbiamo anche provato. fatte tre vasche su via del pigneto con i cespugli rotolanti del deserto americano, ci siamo guardate e abbiamo ripiegato su san lorenzo.
la vita notturna di pigneto è rimasta una leggenda metropolitana, insieme ai coccodrilli e alle ninja turtles nelle fogne.
poi stasera, dopo aver seriamente valutato se andare a vedere moltheni e i tre allegri ragazzi morti al circolo degli artisti (sono in piena fase riflusso indie italiano, compatitemi...), ho optato, insieme al mio accompagnatore mascherato, di andare a sentire la presentazione di "manituana" che due a caso dei wu ming facevano in una piccola, misteriosa e decadente libreriola di pigneto (oltre a quella ufficiale che hanno fatto oggi pomeriggio da mel). seguiranno alcune considerazioni sparse:
- l'accompagnatore mascherato me lo sono perso, ma in compenso ho beccato altre due persone che conoscevo (e questo alimenta la teoria di leopardi, che ho sposato immendiatamente, che sosteneva che roma è una piccola recanati...)
- vedere i wu ming è come conoscere la befana. ho dovuto abortire alcuni momenti di groupietudine che stavano per venire su...wu ming uno ha delle assurde basette ed è il sosia di pelodia, e questa cosa mi ha inquietato non poco.
-uno dei cinque è napoletano, e anche questa cosa ha avuto un effetto straniante
- si sono toccati i più svariati argomenti, loro sono tranquillamente andati al di là delle solite cose che vengono fuori quando si parla del loro lavoro ("perchè un collettivo?- perchè la scelta dell'anonimato?") e hanno cercato di essere a 360 gradi, parlando anche di cose non propriamente attinenti a "manituana"
- ho esperito che c'è vita al pigneto, ma più su, verso acqua bullicante...anche se i locali in buona parte sono i tipici wine bar tutti alluminio e vetro con prosciutto bene in vista sul bancone, da amanti del cabernet.
- mi manca l'angelo mai
-il 25 aprile si replica a felina, e così avrò l'album completo delle figu dei wu ming (sore, alle volte ti dovrebbero dare il pulitzer per i messaggi che mandi...)
- la ciliegina sulla torta è stata la spilletta con l'effige di mao che ora campeggia sulla mia borsa viola (e che sia di buon auspicio, come sostiene il maestro liu...)







